Biografia

I suoi campi d’azione, o meglio di gioco, sono la scrittura, il teatro di figura e la ludopedagogia. Ventenne, lascia la casa natia in Toscana per raggiungere Roma dove, dopo una lunga gavetta tra caffetterie, osterie e circoli culturali clandestini, inizia a lavorare come coordinatrice di produzione nell’industria cinematografica. Parallelamente continua a scrivere, recitare e formarsi, cercando di fare di questo il proprio cammino finché, un giorno a metà strada tra ieri e domani, passando per Napoli, la Spagna e il Sudamerica, comprende di essere lei stessa la strada. Fiduciosa, porta avanti la sua ricerca umana con particolare attenzione all’infanzia, sia anagrafica che spirituale, incrociando i suoi passi con quelli di tutte le persone che, lungo il percorso, piantano semi di coraggio, cura e fiducia, auspicando di raccogliere, non è importante quando, i frutti di un giardino universale senza confini né bandiere. Instancabile sostenitrice della tenerezza attiva come pratica di trasformazione e risoluzione dei conflitti, comunica in tutti i sorrisi e i silenzi del mondo.

Spettacolo – infrangibile

Ci sono scatole.

Scatole qualsiasi.

Scatole senza nessuna decorazione che inviti a guardarci dentro, senza nessuna scritta esterna che ci rassicuri.

La stessa cosa succede con certe situazioni che ci spaventano così tanto da non farci avvicinare finché la meraviglia incontra il coraggio di lasciarci accarezzare da quell’ignoto che ci accorgiamo essere spaventato quanto noi.

¿ e se fosse la paura ad avere paura ?

Attraverso la tecnica del teatro lambe-lambe (teatro in miniatura per una persona alla volta) , nata a Salvador de Bahia una quarantina di anni fa, applicata al teatro delle guarattelle, elementare forma di teatro d’animazione italiano con burattini a guanto, propongo l’attraversamento, mano nella mano, di quella distanza che ci accomuna nella differenza di ciò che spaventa ogni essere umano per incontrarci dentro allo sguardo reciproco. Un tempo intimo, contenuto in quello collettivo tipico delle arti performative che si adattano al contesto urbano in cui sono accolte. Anche l’attesa, di guardare dentro alla piccola scatola di legno grezzo, come Pinocchio, trasformata in teatro, diventa parte dello spettacolo poiché spazio orizzontale e diffuso di condivisione delle aspettative, confidenze e silenzi che si riconoscono. Tre minuti e mezzo per ogni persona, intervallati da un’introduzione personalizzata, scandiscono l’avvicendarsi degli spettacoli, come passi della stessa danza, un rituale di buon auspicio in cui la paura, da acerrima nemica, diventa accompagnatrice premurosa nel viaggio verso ogni desiderio.

Link

https://www.instagram.com/lisabencivenni/

DATE

5 luglio Grottammare

25 luglio Montefano